Supervisione

“Non c’è clinicamente nessuna linea netta tra lo stato schizoide e la salute e neppure tra questa e la schizofrenia conclamata”. (Donald Winnicott)

“La psicoanalisi è una sonda che allarga il campo che esplora”. (Wilfred Bion)

In linea con queste citazioni, pensiamo che non sia possibile una definitiva esenzione dai fenomeni psicopatologici. Nel corso di una psicoterapia tali fenomeni possono riapparire nella mente del curante nonostante qualsiasi esperienza clinica e qualsiasi capacità introspettiva egli abbia maturato.

La supervisione non è uno strumento da utilizzarsi esclusivamente nelle urgenze cliniche, quanto una necessità implicita per lo psicoterapeuta di “sottoporsi periodicamente ad una purificazione psicoanalitica” come suggerisce Freud nel 1912 in “Consigli al medico nel trattamento psicoanalitico”.

Per questo riteniamo la supervisione un processo periodicamente utile per lo psicoterapeuta, sia esso ad orientamento analitico sia cognitivo non riduzionista.

Generalmente la richiesta di supervisione avviene quando il terapeuta è sottoposto alle identificazioni proiettive del paziente e sperimenta così disagio-angoscia (qualcosa non funziona). Problemi ben più gravi per il corso della cura compaiono quando la coppia curante-paziente “resiste” utilizzando difese rigide o sature o incontrovertibili ovvero quando la coppia è allucinata da un sapere definitivo (qualcosa funziona troppo bene).

La supervisione con i terapeuti del Centro Clinico Studio12 è dunque pensabile come un’offerta di cura al curante.