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(2008) Normalità e nuove patologie rappresentate dalle nuove dipendenze

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Marco Riva
Simposio- anno 4 N.1 aprile 2008


Nel mio lavoro di psichiatra, nel mio essere psichiatra ho sviluppato una dipendenza, forse non nuova ma certamente presente oggi tra gli psichiatri. Mi sto riferendo alla necessità, che spesso sento, di fare diagnosi e, in linea più generale, alla necessità di demarcare, di trovare i limiti tra normale e patologico. Di fatto questa faccenda delle nuove dipendenze viene oggi affrontata con un apparato diagnostico definitorio e definitivo che permette di risolvere con una linea di demarcazione la differenza tra le dipendenze fisiologiche e patologiche prima e poi con altre linee definitorie, le differenze tra le varie dipendenze.

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(2007) I Disturbi Depressivi e d’Ansia. Una valutazione retrospettiva comparata della casistica e dei trattamenti.

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Claudio Mencacci, Marco Riva, Giovanna Buffa, Elena Dinasso, Veronica Ferrari, Irene Netti, Christian Lurati
Quaderni italiani di psichiatria XXVI-2.giugno.Masson ed.2007

 

I disturbi d’ansia e i disturbi dell’umore rappresentano un’area prioritaria di intervento a causa della loro elevata prevalenza nella popolazione generale. Secondo le stime di prevalenza di questi disturbi, è ipotizzabile che, nel corso di un anno, circa il 10% della popolazione presenti una condizione diagnosticabile come disturbo depressivo o d’ansia (1).
In tale contesto si inserisce l’attività di lavoro del Centro per la Diagnosi e la Terapia della Depressione e dell’Ansia dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano.
Al Centro si rivolgono pazienti che vengono inviati da medici di base, medici di altre discipline specialistiche o  sulla base di “auto-diagnosi”.

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(2006) Terapia e terapie

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Valutazione dell'efficacia terapeutica nell'approccio integrato farmacologico e psicoterapeutico in pazienti affetti di Depressione Maggiore

Marco Riva, Christian Lurati, Federico Durbano, Francesca Regispani, Claudio Mencacci
Giornale Italiano di Psicopatologia, 2006, 12, pp. 323-351
 

E’ nostra opinione che una ricerca in psicopatologia debba sempre essere riferibile a due punti di vista: la clinica, dalla quale questo studio deriva per deduzione, e l’individuazione di un metodo scientifico al quale questa ricerca tende per induzione.

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Qui si trova La Ri-vista { psi [  , con parentesi bislacche che aprono e non riescono a chiudere. Perché la vera ricerca è quella che non è ancora finita, quella del bambino che non fa le facce da fotografo.