Psicoterapia dei bambini

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 “Perché nostro figlio si comporta così o si sente così? Come possiamo aiutarlo?”.

Di solito, un lavoro psicoterapeutico con un bambino inizia a partire dalle difficoltà e dalle domande che i genitori si pongono rispetto al disagio o al malessere che colgono nel figlio. Il lavoro psicologico inizia insieme ai genitori, da un primo incontro tra loro e il terapeuta in cui, grazie alla loro osservazione e alla loro conoscenza del figlio, si possono identificare le difficoltà e stabilire a come affrontarle.
In seguito, il terapeuta incontrerà il bambino per ascoltare e accogliere anche le sue richieste, anche se in genere non esplicite e confuse. Con un bambino non si lavora solo con la parola e l’ascolto diretto ma anche con il gioco, il disegno, il movimento: bambino e terapeuta troveranno insieme i mezzi d’espressione migliori e più adatti alla ricerca del significato delle difficoltà, all’ascolto delle sue risorse e all’accompagnamento della sua crescita, finché non vi sarà una ripresa delle capacità del bambino di affrontare il suo cammino evolutivo. 

I genitori hanno un ruolo essenziale nel buon funzionamento di una terapia in età evolutiva. Il bambino ha bisogno del loro appoggio, della loro tenuta nei momenti di difficoltà e della condivisione del suo percorso di cura. Oltre a questo, è necessario che ci sia un confronto tra terapeuta e genitori in modo da poter calibrare al meglio l’intervento e avere un riscontro reciproco su come procede la terapia. A tal fine, i genitori saranno coinvolti in incontri periodici, orientativamente a cadenza mensile. 

La modalità di lavoro con il bambino verrà concordata all’inizio del trattamento, con una frequenza di una o più sedute settimanali della durata di 45 minuti. Ci si baserà, nella decisione, sulle caratteristiche della singola situazione, sulle indicazioni del terapeuta e sull’ascolto del bambino e dei suoi genitori. Anche i tempi del percorso non sono indicabili a priori ma verranno pensati insieme in itinere. 

 

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